In Programmazione - Stagione teatrale 2025-2026

FEDRA

Col patrocinio del

 

 

 

 

mercoledì 3 settembre, ore 21.15
Lucio Anneo Seneca
Fedra 

dal programma di sala

 Lucio Anneo Seneca (ca. 4 a.C. – 65 d.C.), di Cordova, figlio di Seneca il Retore, filosofo, poeta, oratore latino e senatore romano. Come filosofo, seguì lo stoicismo, mostrando spiccato interesse per i problemi morali. Come scrittore, è considerato il più moderno della letteratura latina: a lui va il merito di avere scoperto la dimensione dell’interiorità in termini attuali.  

Le opere filosofiche – Molte sono andate perdute. Tra quelle che ci sono pervenute si ricordano “Epistulae ad Lucilium”, “De beneficiis”, “De clementia”, “De ira”, “De brevitate vitae”, “Dialogorum libri” e “Naturales quaestiones”.

Le tragedie – Sono le uniche rimasteci del teatro romano. Gli sono attribuite nove cothurnatae, di argomento greco, – “Hercules Furens”, “Troades”, “Phoenissae”, “Phaedra”, “Medea”, “Oedipus”, “Agamemnon”, “Thyestes” e “Hercules Oetaeus”, – e una praetexta, di argomento romano, “Octavia”, in cui egli appare come personaggio.
Esse presentano problemi relativi alla cronologia, alla destinazione e allo spirito. Non sappiamo se rientrino in un progetto educativo del “princeps” o se siano state composte per fini artistici. Nel primo caso risalirebbero agli inizi del principato di Nerone, nel secondo agli ultimi anni della vita di Seneca. Non si sa, poi, se e quando furono rappresentate o se fossero solo destinate alla lettura nei circoli letterari o nelle sale di recitazione della capitale. Le difficoltà tecniche di rappresentazione e lo stile, tipico della “recitatio”, inducono buona parte della critica a propendere per l’ipotesi delle sale di recitazione, ove, come è stato rilevato, “l’azione drammatica era sostituita dalla declamazione dei sentimenti e dalla sottigliezza del dialogo sofistico.” Infine, è chiaro che Seneca si allontana dallo spirito dei suoi modelli greci: il suo è un “tragico ideologico, non tematico”: il nodo tragico non è costituito dall’intreccio degli eventi, ma dallo scatenarsi e dallo scontrarsi delle passioni che ottenebrano la “sapientia”.
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Così è se vi pare

Col patrocinio del

giovedì 4 settembre e sabato 6 settembre, ore 21.15

Luigi Pirandello
Così è (se vi pare)

dal programma di sala

Luigi Pirandello (Girgenti 1867- Roma 1936) – romanziere, saggista e drammaturgo italiano

La produzione letteraria – Pirandello fu anche poeta e narratore. Fu autore di novelle, che raccolse in Novelle per un anno, molte delle quali divennero opere teatrali. Scrisse anche sette romanzi: tra cui   L’esclusa (1901), Il fu Mattia Pascal (1904), I vecchi e i giovani (1913) e Uno, nessuno e centomila (1925).
La produzione teatrale – Prescindendo da La ragione degli altri, composta nel 1895, la produzione teatrale di Pirandello può essere divisa in quattro fasi: il teatro siciliano, il teatro umoristico e grottesco, il teatro nel teatro, e il teatro dei miti. Nella prima fase egli scrisse interamente in siciliano (Lumìe di Sicilia, Pensaci Giacomino, Liolà, ecc.). Nella seconda, con Così è se vi pare, Il berretto a sonagli, Il piacere dell’onestà, Ma non è una cosa sera, Il giuoco delle parti, L’uomo, la bestia e la virtù, ecc., egli introdusse una visione relativistica della realtà e cercò di esprimere la dimensione della vita al di là della maschera. La terza fase comprende Sei personaggi in cerca d’autore, Ciascuno a suo modo, Questa sera si recita a soggetto, Enrico IV, Vestire gli ignudi, L’uomo dal fiore in bocca, La vita che ti diedi, L’amica delle mogli, Trovarsi, ecc..In questa parte della sua produzione Pirandello mise in discussione i principi portanti del teatro tradizionale, introducendo la tecnica del “teatro nel teatro” e la dicotomia vita-arte. Nel contempo egli approdò anche alla drammaturgia dell’angoscia esistenziale”, con l’interiorizzazione del contrasto “essere-apparire”.  Infine, nella quarta fase, che attraversò la sua opera dal 1928 al 1936, egli portò nel teatro significazioni simboliche e utopie sociali, religiose e artistiche.Leggi tutto

Il medico per forza

 Col patrocinio del

 

Molière
Il medico per forza
Regia Sergio De Marchi
Scena di Sergio De Marchi
Costumi Ivonne Paltrinieri e Gabriella Ferramola
Con la collaborazione di Grazia Ferramola e Franco Ubezio                

da domenica 28.12.25 a domenica 18.01.26

L’opera risale al 1666. Si pensa che Molière abbia composto Il medico per forza per sostenere Il misantropo che non attirava molto pubblico. Ma questa operina accompagnò l’altra solo a partire dalla ventiquattresima replica. Sganarello è un boscaiolo beone, che batte sistematicamente la moglie Martina. Per vendicarsi questa lo segnala come grande luminare a due donne che cercano un medico per Lucinda, figlia di Gerontina, che ha perso l’uso della parola. Martina rivela loro sabato Sganarello ammette di essere medico solo dopo essere stato bastonato a dovere. Cosa che puntualmente accade. Condotto a casa di Gerontina, Sganarello incontra Lucinda, stupisce tutte le donne con le sue chiacchiere e finge di diagnosticare la malattia della giovane. Lucinda però non è veramente muta: la malattia è un tiro mancino che essa gioca alla madre, che non vuole darla in sposa a Leandro, il suo innamorato.
Sganarello si mette d’accordo con  Leandro, che, travestito da farmacista, incontra Lucinda e la rapisce. Accortasi dell’inganno, Gerontina vuole fare impiccare Sganarello. Ma……………………

 

Il piccolo principe

Col patrocinio del 

Antoine de Saint-Exupéry
Il piccolo principe
Regia  Sergio De Marchi
Scena Sergio De Marchi e Franco Ubezio
Costumi Ivonne Paltrinieri

da sabato 2.05 a domenica 10.05.26

 dal programma di sala

Antoine de Saint-Exupéry, scrittore, aviatore e militare francese, noto anche con lo pseudonimo di Tonio (Lione, 1900- Mar Tirreno 1944).  Il  31 luglio 1944, durante una missione di ricognizione nell’ambito della seconda guerra mondiale, si inabissò in mare con il suo aereo nei pressi della costa marsigliese.
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Sei personaggi in cerca d’autore

Col patrocinio del 


Luigi Pirandello
Sei personaggi in cerca d’autore
Regia           Valter Delcomune
Scena e costumi   Franco Ubezio

da sabato 07 a domenica 29 marzo 2026
da sabato  06 a domenica 07 giugno 2026

E’ l’opera che per prima, nel 1921, ruppe con il teatro tradizionale, aprendo la via ai vari Ionesco, Beckett, ecc. e a temi quali l’incomunicabilità e l’inconoscibilità del reale. Con l’innovazione del “teatro nel teatro”, Pirandello affronta infatti i problemi di un nuovo modo di fare teatro.
Sei personaggi, alla ricerca di un autore che li faccia vivere, irrompono sulla scena mentre una compagnia di teatranti sta provando e con i loro interventi raccontano il loro dramma, mettendo in discussione il rapporto vita-teatro, attore-personaggio, finzione-realtà.