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Sei personaggi in cerca d’autore
dal programma di sala
Luigi Pirandello (Girgenti, 1867 – Roma , 1936 ) romanziere, saggista e drammaturgo italiano.
La produzione letteraria – Pirandello fu anche poeta e narratore. Fu autore di novelle, che raccolse in Novelle per un anno, molte delle quali divennero opere teatrali. Scrisse anche sette romanzi, tra cui i più importanti sono L’esclusa (1901), Il fu Mattia Pascal (1904), I vecchi e i giovani (1913) e Uno, nessuno e centomila (1925).
Il pensiero – Poetica e pensiero di Pirandello si ritrovano principalmente in due saggi Arte e Scienza e L’umorismo (1908), Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila, oltre che in saggi sparsi e in alcune opere teatrali, in particolare Sei personaggi in cerca d’autore. Prima di tutto Pirandello distinse tra comico, come avvertimento del contrario, che nasce dal contrasto tra apparenza e realtà, e umorismo, come sentimento del contrario, in cui vi è il senso di un comune sentimento della fragilità umana. Poi teorizzò la crisi dell’io, a causa della quale “il nostro spirito consiste di frammenti ….. i quali si possono disgregare e ricomporre …. talché possiamo comporre e costruire in noi stessi altri individui ….. con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto …” . In un universo in continuo divenire, ove la vita dipende da un flusso dominato dal caso, l’uomo si difende costruendo forme fisse, una specie di sistema sociale, che lo lega a maschere, in cui non può mai riconoscersi o nelle quali è costretto ad identificarsi per dare un senso alla propria esistenza. Ma fissare questo flusso equivale a non vivere, di qui il contrasto tra vita e forma. Poiché la società crea ruoli e impone regole, l’uomo è perennemente sconfitto e può fuggire alle convenzioni solo con la follia. Di qui anche il relativismo psicologico. Tutti noi portiamo una maschera dietro la quale coesistono molte personalità e siamo “uno, nessuno e centomila”, così non possiamo capire né gli altri né noi stessi. Ognuno di noi vede la realtà a proprio modo e possiede una propria verità, di conseguenza non può esistere comunicazione su basi oggettive e condivise. Possiamo accettare la maschera, oppure rassegnarci ad essa e reagire in modo ironico o umoristico, o ancora reagire con disperazione, chiudendoci in una solitudine assoluta e giungendo all’alienazione dagli altri e da noi stessi. L’unico modo per vivere è accettare il fatto di non avere un’identità precisa.
La produzione teatrale – E’ divisa in quattro fasi: il teatro siciliano, il teatro umoristico e grottesco, il teatro nel teatro, e il teatro dei miti. Nella prima fase egli scrisse interamente in lingua siciliana (Lumìe di Sicilia, Pensaci Giacomino, Liolà, ecc.). Nella seconda fase, con Così è (se vi pare), Il berretto a sonagli, Il piacere dell’onestà, Ma non è una cosa seria, Il giuoco delle parti, L’uomo, la bestia e la virtù, ecc., Pirandello introduce una visione relativistica della realtà e mira ad esprimere la dimensione della vita al di là della maschera. Nella terza fase, che comprende Sei personaggi in cerca d’autore, Ciascuno a suo modo, Questa sera si recita a soggetto, oltre a Enrico IV, Vestire gli ignudi, L’uomo dal fiore in bocca, La vita che ti diedi, ecc., il drammaturgo giunge alla dissoluzione della finzione scenica e mette in discussione i principi portanti stessi del teatro tradizionale, affrontando problemi quali il rapporto vita/teatro, attore/personaggio, finzione/realtà. Infine, nella quarta fase, con La nuova colonia, Lazzaro e I giganti della montagna, Pirandello introduce nel teatro significazioni simboliche e utopie (sociali, religiose e artistiche).
Sei personaggi in cerca d’autore – Con Ciascuno a suo modo e Questa sera si recita a soggetto, fa parte della trilogia del “teatro nel teatro”. L’argomento è tratto da due racconti di Novelle per un anno. L’opera fu rappresentata per la prima volta a Roma, al Teatro Valle, il 10 maggio 1921, dalla Compagnia diretta da Dario Nicodemi. Malgrado la bravura degli attori, lo spettacolo fu un “fiasco”. Buona, invece, fu l’accoglienza a Milano, il 27 settembre 1921. L’opera passò poi a Parigi e in numerose tournée all’estero, ma ottenne la consacrazione ufficiale solo con il ritorno sul palcoscenico del Teatro d’Arte di Roma, in un’edizione diretta dallo stesso Pirandello, nel 1925.
La trama– Mentre una compagnia teatrale sta provando, appaiono improvvisamente sulla scena sei personaggi: il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina. Il Padre spiega che essi sono nati dalla fantasia di un autore, che però non ha potuto o voluto dar loro vita in un’opera d’arte, e cercano un autore che metta in scena il loro dramma. Il capocomico prima vuole cacciarli, poi tentenna e infine accetta di rappresentare la loro storia. Tra le reazioni degli attori, con interruzioni e riprese caotiche, ciascuno dei personaggi racconta la vicenda, rivivendola a proprio modo, spesso in contrasto con gli altri. Dopo la nascita del Figlio, la Madre è andata a vivere con il segretario del marito e da lui ha avuto la Figliastra e i due piccolini. Alla morte del compagno, per mantenere la famiglia, ha trovato lavoro presso una certa Madama Pace, che nella sartoria gestisce una casa d’appuntamenti, di cui il Padre è vecchio cliente. Costei riesce ad irretire la Figliastra e a coinvolgerla nel suo giro d’affari. Padre e Figliastra si incontrano senza riconoscersi. La Madre scopre la ragazza tra le braccia del Padre. Questi, sentendosi colpevole, accoglie tutti in casa. Ma la convivenza è molto difficile. La tragedia giunge improvvisa e colpisce i più deboli. Mentre il capocomico perde la pazienza e caccia tutti, il Padre ribadisce la realtà di quanto è accaduto. Solo i personaggi possono rappresentare e vivere la loro tragedia, che è la loro realtà. Solo loro possono vivere eternamente nell’arte.
I personaggi – Sono stati perfettamente descritti nella prefazione che Pirandello aggiunse all’edizione del 1925, da cui si estrapolano alcuni passi significativi . I personaggi sono portatori di “passioni contrastanti…. e cercano di sopraffarsi a vicenda, con una tragica furia dilaniatrice. Sono tutti impegnati in una lotta disperata che l’uno fa contro l’altro e tutti contro il capocomico e gli attori che non li comprendono.” Essi esprimono il proprio tormento oltre che “la molteplice personalità di ognuno… e infine il tragico conflitto tra la vita che di continuo si muove e la forma che la fissa immutabile.” Padre e figliastra ribadiscono la “fissità della loro forma, nella quale l’uno e l’altra vedono espressa per sempre la loro essenzialità, che per l’uno significa castigo, per l’altra vendetta, la difendono contro le smorfie fittizie e la incosciente volubilità degli attori e cercano di imporla al…capocomico, che vorrebbe alterarla e accomodarla alle cosidette esigenze del teatro.” Padre, Figliastra e Figlio sono presentati come “spirito”, come “natura” la Madre (definita più avanti come “vittima rassegnata” e “figura umanissima”), come “presenze” il Giovinetto e la Bambina, del tutto inerti.
L’allestimento – L’edizione originale dei Sei personaggi….. non prevede interruzioni nel fluire dell’azione, limitandosi a suggerire eventuali suddivisioni in “tempi. Per dare un respiro più ampio al testo e offrire agli spettatori una pausa di riflessione, il Minimo presenta l’opera in due tempi. Inoltre, per evidenziare la scelta del “teatro nel teatro” e i temi conseguenti, è stato volutamente accentuato il conflitto tra i personaggi e tra personaggi-attori e capocomico, e, a tratti, sono stati rallentati azione, passaggi e ritmo.
Durata: 1h, 45’ più intervallo
Regia
Valter Delcomune
Scena e costumi
Franco Ubezio
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I personaggi della commedia da fare
Il padre Gianni Bonato
La madre Fiorenza Bonamenti
La figliastra Federica Gradella
Il figlio Marco Monteverde
Madama Pace Marisol Martini
Il giovinetto
La bambina
La compagnia teatrale
Il direttore-capocomico Giuliana Mauro
Gli attori Lucia Maffezzoli
Franco Ubezio
L’assistente Sandro Boninsegna
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Collaborano Daniela Cristina Cancellieri, Bruna Campi,
Sergio De Marchi, Vanda Demarchi, Marisa Taffelli
Servizio Fotografico Andrea Perina
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