Angeli

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Aldo Nicolaj
Angeli  (Voglia d’angelo)


Aldo Nicolaj – commediografo e sceneggiatore italiano (Fossano, 15.03.1920 – Orbetello, 5.07.20)

La produzione teatrale, le sue caratteristiche e “Angeli” – Nicolaj fu un commediografo particolarmente prolifico. Scrisse più di 60 testi tra commedie e atti unici e una cinquantina di monologhi, per cui non è possibile citarli tutti. Dal 1954 in poi le sue opere furono rappresentate da compagnie e attori di chiara fama. Ad esempio, nel 1954 “Teresina” fu messa in scena dalla compagnia diretta da Lamberto Picasso; nel 1956 “Ricci di mare” ebbe come protagonisti Ernesto Calindri, Lina Volonghi, Giuliana Lazzarini e Alberto Lionello. Nel 1958 fu la volta de “La barba del mais”, con la compagnia Buazzelli, Volonghi, Lionello, Nuti, Lazzarini, Morlacchi. Nel 1959 “Il soldato Piccicò” fu portato in scena a Napoli dalla Compagnia Stabile con Gianmaria Volontè. Nel 1955 Paola Borboni gli ispirò diversi testi, soprattutto monologhi con personaggi femminili. Successivamente Nicolaj creò anche monologhi con personaggi maschili.
I suoi testi sono stati e sono tradotti in 25 lingue. In Russia  “Classe di ferro” e “Farfalla-farfalla” sono diventati classici. “Non era la quinta, era la nona” è stato in scena per anni in Argentina.
Aldo Nicolaj è autore originale e raffinato, mai banale, a volte divertente, a volte leggermente amaro, sempre ironico, con uno stile unico, inconfondibile. Ha sperimentato moltissimo, accettando tutte le novità in campo teatrale e passando con facilità dal simbolismo al neorealismo, dal surrealismo al teatro dell’assurdo.
Dall’impegno sociale del primo periodo, osteggiato dalla censura, egli passò a opere più gradevoli. Mantenne comunque sempre l’ironia e l’umorismo che lo contraddistinguono e che a volte si rivestono di poesia e di malinconia o si trasformano in critica pungente. La sue commedie ruotano infatti attorno al modo di vivere contemporaneo, con personaggi comuni in lotta contro mille problemi quotidiani
Notevole anche la sua attività di traduttore di opere teatrali straniere, soprattutto dal francese. Curò riduzioni teatrali di opere letterarie, tra cui “Senilità” di Italo Svevo e “Le confessioni di un italiano” di Ippolito Nievo. Collaborò anche alla stesura della sceneggiatura de “La fiera delle vanità”   di Thakeray,  de “I fratelli Karamazov” di Dostoevsky e di “Resurrezione” Lev Tolstoj.


In “Angeli” compaiono tutte le caratteristiche della scrittura teatrale dell’autore. Con la sua penna acuta e penetrante Nicolaj presenta situazioni reali, anche di grande sofferenza, osservate con bonaria ironia e leggerezza e a volte con una punta di tristezza. Il titolo dello spettacolo deriva dalla presenza dell’angelo custode. Un angelo stanco e forse particolarmente sfortunato, che assiste agli eventi dei suoi protetti con occhio mesto e sconfortato. In particolare a lui si rivolge una donna, moglie, madre e lavoratrice, in casa e fuori. Ricca di umanità e schiacciata dal peso di una vita senza soddisfazioni, la donna ripercorre la sua esistenza e con lui lamenta lo squallore del suo quotidiano, esprimendo il desiderio di una vita diversa, che risolverà in un modo inatteso.


L’allestimento – Nell’allestire lo spettacolo regia e scenografia, in stretta collaborazione, si sono preoccupate di evidenziare non solo i contenuti del testo e il dualismo visibile-invisibile, reale-non reale,  ma anche l’ironia e la leggerezza con cui l’autore li presenta. L’impianto scenografico gioca sul contrasto bianco-nero, simboli di purezza e difficoltà. La regia ha anche teso a dare rilievo sia alle parole del personaggio che al suo pensiero, grazie all’uso di parti microfonate dal vivo.

Durata: 1 h 40 circa

Regia
Valter Delcomune

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Scena e costumi
Franco Ubezio

 con
Valter Delcomune
Nadia Fustaneo
Antonella Rinaldi
Davide Uggeri
Filippo Zanini

****

Collaborano
Fiorenza Bonamenti  Sergio De Marchi   Franco Ubezio
Vanda Demarchi

Servizio fotografico
Andrea Perina

 

Marzo 23 @ 21:15
21:15 — 22:45 (1h 30′)